Nell’ultima settimana mi sono imbattuto in una notizia davvero curiosa; la console di gioco PlayStation3,
fiore all’occhiello di casa Sony, consumerebbe tanto quanto 5 frigoriferi. Tale affermazione è stata fatta dal gruppo Choice, che è la più grande associazione di consumatori in terra australiana. Choice ha messo alla frusta alcuni elettrodomestici di largo consumo. La sorpresa è che la console di gioco PlayStation3 è “l’elettrodomestico” più dispendioso in termini di energia consumata. Prendendo in considerazione i consumi di un anno intero, tenere accesa la console senza utilizzarla costerebbe all’utente australiano l’equivalente di circa 350 franchi, vale a dire 5 volte di più della spesa necessaria a far funzionare 24 ore al giorno un frigorifero di medie dimensioni.
Un sovrapprezzo, non conscio al momento dell’acquisto, necessario si dirà, per sfamare il vorace “mostro” di energia al cuore della console. Peccato che non tutti sanno che il medesimo processore è utilizzato anche negli apparecchi medici, nei supercomputer e nei cingolati militari di nuova generazione. Ma in un periodo di recessione energetica come questo, tanto spreco energetico per fini ludici è giustificato? Per la cronaca, dietro alla PS3, come maggiori elettrodomestici brucia-soldi e mangia-corrente si piazzano i televisori al plasma, capaci di consumarne 4 volte in più del vecchio televisore analogico. Al terzo posto vengono poi i monitor di quei PC capaci di succhiare energia anche da spenti. L’hi-tech consuma dunque tanto, troppo rispetto agli elettrodomestici “low-fi”; ma allora perché non sottoporre le industrie di settore ad un rating dei consumi, già standardizzato da tempo per i monitor nelle specifiche Energy Star, per permettere ai consumatori di scegliere con maggior oculatezza. Questa è la dimostrazione che risparmiare concretamente in termini energetici è possibile, e nel caso specifico della PlayStation3 basta spegnere semplicemente la console.
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