Alessio Arigoni


Manifestazione il 10 dicembre 2009, Lugano, Piazza Dante, ore 17.00

DAL SITO  DELL’UNIA:

Dopo la netta bocciatura popolare degli sgravi fiscali per le persone giuridiche, il sindacato Unia regione Ticino e Moesa chiede al Consiglio di Stato e alle forze politiche del cantone un chiaro cambiamento di rotta in materia di politica economica ed auspica che in futuro non si ripropongano più misure “anti-crisi” inutili oppure utili soltanto a chi la crisi l’ha prodotta o non la sente.

manifesto-ci-siamo-rotti.jpgIl 55,8 per cento dei cittadini ticinesi ha definitivamente affossato ogni progetto di alleggerimento fiscale generalizzato in favore delle imprese. Il voto di domenica va però anche interpretato come un messaggio alle forze politiche, da cui ora i cittadini si attendono misure concrete, puntuali ed efficaci in favore dell’occupazione e della formazione e a sostegno dell’industria in crisi. Il sindacato Unia ribadisce in particolare la richiesta all’autorità cantonale di reintrodurre nella legge la possibilità di concedere indennità straordinarie ai disoccupati di lunga durata e, in prospettiva, di intervenire presso la Confederazione per ottenere l’aumento di sei mesi della durata del diritto alle indennità per i disoccupati ticinesi. Misura prevista dalla Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (Ladi) nel caso in cui il tasso di senza lavoro all’interno di un cantone si mantiene sopra 5 per cento per sei mesi consecutivi. D’altro canto, per consentire a molte imprese di far fronte alle oggettive difficoltà, secondo Unia è assolutamente urgente ridurre il costo del denaro. È infatti risaputo che le grandi banche (nonostante siano tornate a fare importanti utili) pongono alle aziende condizioni estremamente severe per concedere nuovi crediti: riduzione dei costi, cessione di alcune attività produttive o addirittura licenziamenti di massa, il che è contrario ad ogni logica di sviluppo e innovazione del nostro tessuto industriale. Insomma, invece di proseguire con l’adozione di misure inutili (come per esempio il progetto di legge che mira ad estendere gli orari di apertura dei negozi), il Dipartimento cantonale dell’economia dovrebbe indirizzare la propria politica a partire dalle reali esigenze dei cittadini e dell’economia cantonale.

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