Alessio Arigoni


SOLO ENERGIA PULITA IN SVIZZERA! FATTI e non pugnette eco liberali!

⊆ 27-06-2010 Da Alessio | ˜ nessun commento »

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La politica delle Ruspe. Grazie alla destra neoliberista ticinese!

⊆ 04-06-2010 Da Alessio | ˜ nessun commento »

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IL MIO SARÀ POPULISMO MA UN’ALTRA VILLA STORICA VIENE ABBATTUTA DALL’INGORDIGIA E DALL’IGNORANZA DI IMPRENDITORI SENZA SCRUPOLI! GRAZIE, MUNICIPIO DI MELIDE LA CUI MAGGIORANZA ASSOLUTA È DEL PLRT.

Questa è la politica speculativa della destra neoliberista ticinese. Lugano ne è l’esempio più eclatante.

Guardate come hanno ridotto il monte Brè. Non dobbiamo dimenticare che questi signori se non li avessimo fermati avrebbero costruito anche a GANDRIA! Non dimentichiamo che il progettista era Giorgio Giudici sindaco di Lugano, colui che dovrebbe mettere davanti ad ogni decisione l’interesse dei cittadini, anche quelli che non benestanti e proprietari di terreni!  E adesso vogliono costruire 20 (VENTI!) villette accanto allo storico paesino di Brè.

Ma chi governa da 30anni la città di Lugano? Chi sono i responsabili?

Senza contare i loro amici di Bellinzona che vorrebbero seppellire Pratocarasso di cemento.

E il PALAZZINARO di M.Boglia cosa fa? E il suo uomo a Bellinzona? Un bel ca**o!

…e fino a prova contraria butteranno giù anche “La Romantica”.

Voi, per favore, continuate a lamentarvi e poi regolarmente ad andare a votarli!

Gli unici ad opporsi sono socialisti e verdi.

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Qui sotto un video affettuoso girato da una persona che ringrazio personalmente per il grande senso civico. Cosa che manca ad un sacco di speculatori fuori e dentro gli esecutivi!


IL VIRUS DEL DUBBIO CONTRO INVALIDI E DISOCCUPATI: UN ATTO DI INCIVILTÀ!

⊆ 03-05-2010 Da Alessio | ˜ nessun commento »

I partiti di destra compresa la Lega dei Ticinesi tratta i lavoratori come schiavi o fannulloni! Certo, loro, i destroidi, non hanno le pezze al culo! Vota Lega che ti frega!

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Dalla Newsletter 4/2010 dell’Unione Sindacale Svizzera:
“Troppe rendite di invalidità. Troppi disoccupati. Troppe assenze per malattia. Le rendite di invalidità sarebbero accordate con troppa facilità. I disoccupati non avrebbero una gran voglia di lavorare, altrimenti un lavoro lo troverebbero. E le assenze per malattia - in generale - non sarebbero giustificate”.

Troppi abusi insomma. È questo il messaggio che il mondo padronale sta diffondendo da mesi in tutto il Paese. Articoli pseudo-scientifici. Inchieste. Interviste. E in questo contesto si colloca l’iniziativa della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), “per ridurre le assenze sui cantieri”. Troppo elevate, dicono gli impresari! Non giustificate, insinua la SSIC. E per dare un’immagine di serietà e di rigore al suo giudizio, si è accordata con l’Ordine dei medici.

Gli impresari costruttori non sono i soli a seminare dubbi sull’onestà dei lavoratori salariati. La destra - da noi la Lega, ma non solo - da anni ormai si scaglia violentemente contro i disoccupati, gli invalidi e in generale contro i beneficiari di prestazioni sociali. E chiede interventi dello Stato, per punire severamente gli abusi. Nessuno nega evidentemente l’esistenza di qualche problema. Qualche furbo lo troviamo anche nella categoria dei salariati.

La generalizzazione del dubbio verso tutti coloro che si trovano in un momento sfortunato della loro vita è tuttavia inammissibile. I datori di lavoro e i loro sostenitori dovrebbero farsi un esame di coscienza! Sono sicuri di non essere loro la causa di molti problemi? Si sono posti la domanda sulle cause delle assenze, dell’aumento dei casi AI e della disoccupazione? Quanti datori di lavoro sono disponibili ad assumere dipendenti che presentano un problema psichico o fisico, anche non grave? Sanno che la precarietà è fonte di stress? E che quest’ultimo provoca malattie psicologiche e psicosomatiche? Sanno che è difficile essere motivati e interessati quando si ha il sentimento che per l’azienda sei solo un numero? Un fattore di costo, come i computer o il mobilio?

Da soli sinistra e i sindacati non possono difendere il lavoro di qualità, ci vuole anche il contributo forte della popolazione. Altrimenti il padronato e la destra ci riportano all’800. Cioè a non avere più diritti. Lo stanno già facendo! Noi socialisti abbiamo più volte bloccato con il referendum lo smantellamento dell’AVS o del sistema sanitario. Ed ora dobbiamo difendere anche il diritto all’indennità di disoccupazione. E la Lega? Non fa un tubo! Altro che di sinistra! Balle!


PRIMO MAGGIO 2010 - FESTA DEI LAVORATORI

⊆ 27-04-2010 Da Alessio | ˜ nessun commento »

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SCARICA IL VOLANTINO - La festa del 1° maggio 2010 cade in un contesto particolare contrassegnato da una grave crisi economica e dalla volontà del movimento sindacale di costruire un percorso di opposizione nei confronti dei progetti di smantellamento dello stato sociale. La vittoria conseguita in votazione popolare lo scorso 7 marzo contro il furto delle rendite del secondo pilastro ha evidenziato che ci si può battere con successo e che popolazione e salariati sono stufi di… Leggi il resto…


La lista di chi ha salutato Bill. Il suo mondo siete tutti voi.

⊆ 10-03-2010 Da Alessio | ˜ 9 commenti »

Grazie di cuore alle centinaia e centinaia di persone e famiglie che ci hanno espresso la loro vicinanza in questo triste momento. Abbiamo ricevuto attestati di solidarietà particolarmente toccanti. gente-a-manifestazione.jpgLettere, e-mail ed sms da ogni angolo del Ticino (e oltre) e da ogni schieramento politico. Da sinistra a destra. Scritti semplici e complessi, poesie, fiori, disegni. Chi ha voluto raccontare un aneddoto vissuto grazie a Bill e chi ha espresso un apprezzamento sul suo lavoro politico e umano. Operai, casalinghe, disoccupati, docenti, avvocati, politici, sindacalisti, giudici, studenti, animalisti, inquilini e propietari, autogestiti, giornalisti, poliziotti, pensionati, ecc. ecc., nessuno escluso, hanno portato la propria piccola/grande testimonianza del grande lavoro umano svolto dal nostro/vostro Bill. Tutti voi rappresentate un pezzettino di Bill. GRAZIE!

Presto inaugureremo un sito dedicato alla sua opera. Per ora esiste il Link: www.billarigoni.ch

Ecco la lista (provvisoria) di nomi, in ordine alfabetico e senza titoli, di coloro che hanno mandato una lettera, un e-mail o un sms. Stiamo lavorando per onorare tutti quanti. Chiediamo scusa già ora per eventuali dimenticanze.

Aggiornata il 22 marzo 2010 (671 contatti).

Aeberhard Jean-Marc; Magliaso

Agnellini Carlo e famiglia; Savosa

Al Bel Fiore, collaboratori; Massagno

Alarcon, Mario e Monica, Massagno

Albertelli Luigi; Lugano

Alberti Linda e famiglia; Pregassona

Albertoni Nicola e Valentina; Lugano

Albini Walter

Albisetti Sergio e Renata, Magliaso

Alfier Marisa

Allenbach Stettbacher Brigitte

Alluvi Elena

Altermatt Sandy; Lugano

Alvarez Michele

Ambrosetti Mario e Viviana; Magliaso

AMCA, il comitato; Giubiasco

Amministrazione Alloggi Ticino SA, Bioggio

Amministrazione Lambertini, Ernst e Partners, Lugano

Andreoli Bianca e famiglia; Massagno

Angella Lucia; Vimodrone (I)

Antonioli Luciano, Teresa e Marzio; Vezia

Arigoni Nicoletta; Gentilino

Arigoni Simona

Armiraglio Elena; Lugano

Assista, Team di Bellinzona

Associazione Aiuto Medico al Centro America

Associazione Alpe di Firinescio

Associazione Inquilini, Locarno

Associazione Multimicros Ticino

Associazione Svizzera degli Inquilini, comitato, dipendenti e soci; Massagno

Associazione Svizzera Inquilini, Zurigo

Associazione Svizzera per l’Abolizione della Vivisezione; Lugano

Ay Massimiliano; Bellinzona

Bacchetta Cattori Fabio; Minusio

Bacchetta Elena; Mendrisio

Bacchetta Elisabetta; Chiasso

Badaracco Roberto; Lugano Leggi il resto…


Fiaccolata in onore di Bill Arigoni. 11 marzo, ore 20, Magliaso stazione FLP

⊆ 09-03-2010 Da Alessio | ˜ 4 commenti »

GIOVEDÌ 11 MARZO 2010 SARÀ IL PRIMO ANNIVERSARIO DELL’INCIDENTE CHE CI HA PORTATO VIA BILL.
UN MESE FA SI SPEGNEVA un uomo giusto, come definito in numerosi biglietti di condoglianze.
foto-bill.jpgAlle 18.10 di giovedì 11 febbraio Bill Arigoni, a sessant’anni, veniva investito mortalmente sulle striscie pedonali della rotonda sulla Magliasina , proprio sulla strada che lo ha visto combattere per anni contro il problema del traffico del basso Malcantone. Da quel momento la vita della sua famiglia e dei molti amici, conoscenti e colleghi è cambiata per sempre.
È morto un grande amore, un padre, un amico, un compagno, un politico, un uomo buono e altruista. Un’ingiustizia enorme è stata compiuta, difficile da digerire per chi al suo fianco è abituato a combattere le ingiustizie.
Lo shock e la costernazione percorrono il cantone Ticino da Chiasso ad Airolo, spingendosi anche… Leggi il resto…


Un ringraziamento da Elena, moglie di Bill.

⊆ 05-03-2010 Da Alessio | ˜ nessun commento »

Non potendolo fare singolarmente desidero ringraziare anche in modo particolare tutti coloro che non ci hanno scritto ma che con i loro sguardi carichi di parole che non hanno bisogno di essere dette, con i loro muti abbracci, con le loro azioni “dietro alle quinte” ci sono stati e ci sono vicini.

manif-sindacati-zh-38.jpgE poi gli amici di sempre, miei e di Bill. Per me determinante ed essenziale è il ramo che mi è stato da loro teso a cui aggrapparmi. In questo momento dove noi siamo fuscelli che stanno in piedi appoggiandosi uno all’altro lottando contro la forza devastante del vento gelido che si è alzato lo scorso 11 febbraio e che non smette di soffiare, abbiamo intorno a noi amici che ci proteggono, ci trasmettono calore, ci nutrono (anche nel senso letterale); che ci sono e che ci saranno.

Grazie quindi a Lloyd, Maria, Antonella, Giovanni, Massimo, Chiara, Anna, Dario, Marisa, Kiko, Giovanni, Fiore, a tutti gli amici di Firinescio, grazie a Mara Tosi. Poi da parte mia un GRAZIE ad Alessio, ad Ale, a Sam e la piccola Tea, con voi sto da pochi giorni imparando che il futuro non è solo uno spaventevole buco nero.

 Un grande GRAZIE va poi anche a tutte le persone che sulla “barca” dell’associazione inquilini si sono ritrovati senza capitano e con parte dell’equipaggio finito a mare e bisognoso di aiuto. Costretti ad ammainare le vele per qualche giorno per poi riprendere il viaggio di sempre mantenendo la rotta. Si stanno facendo in quattro per portare avanti il lavoro in cui Bill credeva fortemente e in cui si impegnava senza risparmiarsi e, dimostrandomi molto affetto e pazienza, mi stanno aspettando.

Elena Masera Arigoni


Il testo letto da Elena al funerale di mio padre martedì 16 febbraio 2010.

⊆ 23-02-2010 Da Alessio | ˜ nessun commento »

A Bill

Sono da 25 anni la compagna, la moglie, l’amica, la confidente, la complice, l’amante e poi anche collega di lavoro di Bill.
Sono così tanti i vuoti che l’assenza di Bill crea che non sono ancora riuscita a calcolarli.

Il mio uso dell’indicativo presente non è né un errore né casuale.

Oggi voglio essere presuntuosa e asserire di essere la persona che più conosce profondamente Bill.
Come nel nostro indirizzo e-mail “billelena chiocciola bluewin”, lui è parte di me e io sono parte di lui.
elena-e-bill-2007.jpgVivere in simbiosi per 25 anni, giorno e notte, porta ad essere in una sintonia tale per cui i suoi pensieri sono i miei, all’unisono.
Per questo vi posso garantire che grazie a voi oggi Bill è qui con noi anima e corpo. Io lo so.
Gli uomini e le donne che lavorano per la stampa parlata e scritta - che a nome di tutti gli amici e anche di Bill stesso ringrazio - hanno generosamente ricordato in questi giorni quanto Bill abbia fatto nel corso della sua vita, per il suo paese e per tante persone, nel suo essere attivo nella società e nella politica.

Vi posso assicurare che anche dietro le quinte, nel suo privato, Bill era così.
Caparbio, testardo, combattivo, generoso, dolce. Sempre presente in caso di bisogno.
Bill si è dato totalmente durante la sua vita. Si è dato a me, ai figli (di cui era così tanto orgoglioso. Quante le volte che mi ha detto: “Elena come siamo stati fortunati ad avere due figli così”), si è dato a tutti quelli che chiedevano aiuto (e spesso anche senza bisogno di chiederlo), nel limite delle sue possibilità ha sempre almeno tentato di dare e di certo l’indifferenza o il far finta di non vedere non erano di casa sua.
Non ha mai fatto nulla per un suo tornaconto personale se non per quel poco di ambizione nell’apparire.
Riuscire a far pubblicare una sua opinione od un suo commento per diffondere il seme di una sua idea era importante. Per cui se dopo due o tre giorni che aveva spedito qualcosa alla stampa e questa non pubblicava, lui aveva la tolla di… Leggi il resto…


BILL ARIGONI 1949 - 2010

⊆ 13-02-2010 Da Alessio | ˜ 2 commenti »

DOLCISSIMO BABBO TI AMERÒ PER SEMPRE! GRAZIE!

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Non siamo birilli da buttar giù!

⊆ 02-02-2010 Da Alessio | ˜ 1 commento »

0505.jpgdi Giuseppe Bill Arigoni, deputato Ps in Gran Consiglio

Era legittimo credere che la lotta messa in atto dai dipendenti/lavoratori/salariati delle Officine di Bellinzona avesse mandato un messaggioesempio positivo a tutti i salariati.

L’aver lottato per il proprio posto di lavoro e per la propria dignità di uomini, sentendosi forse per la prima volta protagonisti della propria vita lavorativa, avrebbe dovuto lasciare un segno importante. Purtroppo non sembra sia successo. Da quel momento di lotta ad oggi è scoppiata in pieno la crisi economica che ha messo in ginocchio diverse attività e ha fatto pagare ai dipendenti le scelte sbagliate fatte da dirigenti che si preoccupavano solo dei dividendi da dare agli azionisti. Alla faccia della qualità di vita e del rispetto della dignità degli uomini. Molti lavoratori dipendenti di molte aziende, che hanno solo lavorato mettendosi totalmente a disposizione di chi comandava spesso in cambio di salari da fame e facendo straordinari senza essere pagati, sono stati mandati a casa anche se non responsabili delle scelte strategiche delle ditte o delle banche. Già chi ha inventato la catena fordista diceva : “Operai, non vi si chiede di pensare, ci sono persone pagate per questo”. Si è visto!

Chi ha sostenuto l’economia virtuale che prometteva ricchezza per tutti senza creare un posto di lavoro ha scaricato queste persone mettendole a carico dello Stato sociale finanziato anche con i soldi di chi ora è licenziato. Doppia fregatura! Inoltre con la massima sfacciataggine ha chiesto anche dei finanziamenti allo Stato per risolvere i propri errori di strategia economica. 1o-maggio-bellinzona-14.jpgPurtroppo chi è stato licenziato, dopo aver sentito per anni promesse di una società migliore dove tutti avrebbero avuto le stesse possibilità e quindi ha sognato un percorso individuale di benessere, si è sentito svuotato e solo e non ha difeso il suo posto di lavoro ma ha accettato le motivazioni di chi gli ha tolto la dignità di essere protagonista per anni. Essere trattato come un oggetto da usare e buttare via quando non serve più ti consuma e ti toglie adagio adagio la voglia di vivere.

Un giovane direttore avuto come capo diversi anni fa mi raccontava di uno sciopero in America dove dei lavoratori, per ottenere pochi centesimi di aumento all’ora, hanno scioperato per tre mesi e alla fine hanno vinto. Lui aveva chiesto loro se ne fosse valsa la pena se il risultato era stato che per ricuperare i tre salari persi con l’ aumento ottenuto ci sarebbero voluti anni e la loro risposta, formulata con molto orgoglio era stata: “non importa… li abbiamo piegati e abbiamo vinto!”. Avevano lottato uniti per la propria dignità e per sentirsi uomini e non solo per i soldi.

Cosa voglio dire? Che se chi è stato licenziato, (se va bene con un piano sociale d’aiuto ma a volte anche senza questo piccolo sostegno perché i dirigenti si sono ingoiati anche le riserve finanziarie) non dice niente e se ne va come un predestinato agnello sacrificale non cambierà mai niente. Chi gestisce il vero potere, che è quello economico, ha avuto un attimo di panico pensando che la crisi avrebbe portato i dipendenti e le persone in difficoltà a protestare per difendere i propri posti di lavoro e la propria casa. Ma poi questo non è successo e tutto è quasi tornato nella normalità e chi ha subito tace.

Chi gestisce l’economia e i posti di lavoro ricomincerà, appoggiato anche dai suoi rappresentanti in Parlamento a intrallazzare come prima. È solo con una protesta e una lotta di resistenza, ovviamente non violenta, che si cambiano i rapporti di forza tentando di obbligare chi gestisce l’economia a trovare nuove strategie di distribuzione della ricchezza e di rispetto della dignità di chi lavora.