Care colleghe e cari colleghi,
oggi voglio rappresentare quella fetta di cittadinanza che non vuole essere spiata dalle telecamere in ogni attimo della propria vita, quando esce di casa per una passeggiata, quando va a lavorare, nei supermercati, nei luoghi pubblici, sul treno, sul bus, al bar, sul luogo di lavoro. Perché la situazione è già ora questa. Telecamere ovunque da una quindicina d’anni. Come fossimo in carcere o agli arresti domiciliari.
Voglio rappresentare quella fetta di popolazione che non vuole rinunciare a una grossa parte della propria libertà individuale per nessun motivo, tantomeno per rispondere a paure per lo più irrazionali e per lo più indotte artificialmente per ottenere un controllo sulla popolazione.
Un passo alla volta lentamente in avanti verso l’ eliminazione dell’autonomia dell’individuo. Perché ogni volta che si guarda una telecamera prima di tutto si percepisce che in ogni luogo si è guardati da occhi sconosciuti che, anche se atti alla protezione delle persone e delle cose, inducono un perverso meccanismo di annichilimento, di deresponsabilizzazione e di repressione preventiva. È come se nelle prime esperienze di quando eravamo ragazzini fossimo stati osservati e controllati sempre e in ogni luogo dagli occhi dei nostri genitori.
Tante telecamere, tanta paura - Le telecamere nei luoghi pubblici rappresentano uno stato ossessionato dall’ordine, che ha paura, che trova soluzioni veloci e facili che attenuano il malessere nell’immediato ma non curano il malato sul lungo periodo. Infatti da molto tempo si istallano telecamere ovunque, negozi, benzinai, discoteche, musei, piazze, strade, ecc. e la percezione d’insicurezza non solo non è diminuita ma, come sapete molto bene, è addirittura aumentata!
Aumentano il valore degli immobili - La videosorveglianza nei luoghi pubblici è uno specchietto per le allodole con cui le autorità fanno vedere, con poco sforzo, che si occupano di sicurezza raggiungendo anche un altro scopo interessante. Incrementano, con poco sforzo, il valore degli immobili che sottostanno alla videosorveglianza. Quindi mettere telecamere, a spese di tutti i contribuenti, nei luoghi del lusso come via Nassa permette anche agli amici degli amici che ne usufruiscono di farci su anche parecchi soldi.
Non curano il sentimento d’insicurezza - Passiamo ora all’insicurezza. Le paure che alimentano l’insicurezza della nostra società non sono unicamente in relazione agli atti criminosi che capitano per la strada. Infatti l’insicurezza è per lo più alimentata dalla violenza domestica, dalla paura di perdere il posto di lavoro, dalla paura della solitudine, dalla pura di essere sfrattati, ecc. Tutti casi in cui le telecamere non servono a niente! Tralasciando il fatto che la maggior parte dell’insicurezza viene indotta dalle… Leggi il resto…