Domenica, 27 Gennaio 2008
L’Italia appesa ad un nastro…

Napolitano, presidente della Repubblica Italiana (per chi non lo sapesse, detto anche il "taglia nastri"), ha in mano il futuro politico dell’Italia. Dopo la sfiducia mossa dal senato nei confronti di Prodi e il suo governo, il bel paese è nuovamente nel marasma dell’incertezza e della depressione totale. Elezioni anticipate o incarico istituzionale per modificare una legge elettorale che ha portato all’instabilità dell’ultimo governo? Il clima è nuovamente quello elettorale, grandi proclami piovono da ogni schieramento politico, si affilano le armi…già…e quanta gioia nel scoprire che gli attori politici sono ancora volta gli stessi da 15-20 anni a questa parte.
L’alternativa “nuova” alla casta attuale diventa Berlusconi e Mastella; Fini, Casini e Dini; Buttiglione, Gasparri e Bossi. Chiamarla scelta risulta quanto meno pretenzioso…
Come è possibile che malgrado un ventennio di sconfitte elettorali, programmi non rispettati, sfiducia degli italiani, problemi che passano dai rifiuti di Napoli ai problemi di criminalità di Milano, non ci sia un minimo di onestà intellettuale nel voler ammettere i raggiunti limiti di età e di governo e di volersi “gentilmente togliere dalle palle” per lasciar spazio a nuova linfa vitale? Perché non dare spazio a persone che con rinnovato entusiasmo hanno voglia di guidare e trascinare fuori dal caos un paese che sta soccombendo sotto l’idiozia dell’ideologia “sinistravsdestra”? E perché più passa il tempo e più sembra che sia il cittadino a doversi mettere al servizio del governo e non il contrario? Perché non è possibile governare un paese pesando semplicemente ad un bene comune superiore?








