Lunedì, 30 Luglio 2007
Un mondo di semplicità
Lugano. Rientro dalle ferie. Un lungo viaggio in realtà non così lontane ma profondamente diverse. Alla ricerca della tranquillità, alla ricerca del riposo. Mi ritrovo a fare i conti con la vita e succede proprio in Croazia, in un piccolo paese di mare, popolata da persone umili, cordiali e semplici. In pochi giorni la semplicità che governa la vita di questa gente di mare mi abbraccia, mi sballatola, mi scardina da una vita fatta…fatta di tanto ma mai abbastanza per essere pieni e felici. Commossa, imbarazzata ed onorata entro nelle case e nelle vite di pescatori e i loro famigliari. Una cena. Del pesce fresco. Pomodori dell’orto. Una casa costruita su una terra arrida…o meglio…sulla roccia….la terra è stata portata personalmente…e sono felici, raccontano di storie del passato, aneddoti, di come vivono di poco o nulla. Non hanno nulla di materiale al di fuori di quella casa e di quel pezzo di terra…ma ancora più sconvolgente…non desiderano altro. E ancora nella mia testa…ma come fanno? Qui manca tutto mi dico…ed invece sembra che abbiano tutto.
Rientro a casa, con il loro prezioso dono…il profondo significato della semplicità, nella sua accezione più profonda…la felicità. Rientro a casa con il terrore di dispere nella nostra “vita a trazione multipla” di nuovo tutto.
Nela, una splendida donna croata e moglie di un pescatore della zona, mi racconta che dopo la guerra sono arrivati i supermercati, le ex fabbriche “statali" sono state vendute ad aziende estere, molti stranieri si sono comprati la terra nelle zone più belle di mare e il turismo è leggermente aumentato. Dopo la guerra parecchie cose sono cambiate, con stupore mi accorgo che Nela e lo stesso popolo croato a volte ancora si chiede come sia potuta esplodere: “ma perché c’è stata la guerra?…noi non siamo così nazionalisti"…e imbarazzata mi chiede "ma voi sapevate che da noi c’è stata la guerra?…". Non posso crederci.
Parliamo. L’occidente sta arrivando anche da voi. E le chiedo "è un bene, giusto?" Mi risponde…"i piccoli commercianti e i piccoli negozi hanno chiuso, un operaio dieci anni fa prendeva 1000euro al mese ora ne prende 500, la terra per gli indigeni è diventata troppo cara ed è difficile costruirsi casa, il turismo c’è….ed è forse l’unica cosa di positivo che è arrivata". Forse nulla di nuovo. Mi chiedo: da dove nasce la convinzione che il modello occidentale (il nostro) sia quello vincente? C’è la possibilità di ricostruire un paese, perché copiare i modelli occidentali quando sappiamo benissimo che questi sono difettosi (disoccuprazione, inflazione, costi sociali e della salute sempre più alti)? Perché non sperimentare qualcosa di nuovo? Perché non provare a concepire il sistema in una modo completamente diverso?…
Grazie Banjole.

Lettera aperta a Pink:
Cara Pink,
dalla gremita Piazza Grande di Locarno ti seguivo con lo sguardo…lasciando che la mente vagasse a ritmo di musica.. l’energia palpabile…la gente piena di adrenalina…impossibile non farsi coinvolgere.. poi ad un tratto ti siedi…preludio ad una canzone melodica.. forse… d’amore…Ma dalla tua bocca escono le parole: president-fucking-idiot … silenzio…delirio…un’ovazione dell’intera Piazza… ed io sono stordita dalla gioia di vedere che la gente osa dissentire…
Nei giorni seguenti non smetto di pensare alle tue parole, al tuo rammarico di vivere in un paese governato da colui che ti ha ispirato una canzone…e stop! Illuminazione! Non posso credere alla fausta coincidenza… ad un avvenimento più unico che raro.. Nel momento in cui tu cerchi un sostituto al tuo presidente io vengo a conoscenza del miracolo che sta per compiersi nella penisola vicina! Un uomo…che dico uomo…un dotto illuminato ha deciso di entrare in politica… non ci credo ..siamo ad una svolta… una svolta epocale che potrebbe cambiare il fato di tutti noi…
Sei basita? Sei imbarazzata di non essere a conoscenza di tale avvenimento e del nome dell’illustre? Permettimi di presentartelo: il signor Corona…Fabrizio Corona…sì proprio lui…colui che ha rimescolato le carte del mondo dello spettacolo…tenendo in mano le redini del “do or don’t”… colui che ha rivoluzionato il modo di vestire degli italiani…che dico italiani…europei…con la sua famigerata T-shirt “Corona’s”…colui che ci ha salvato dal tedio estivo con l’uscita di una raccolta di brani selezionati personalmente da lui..
In un intervista rilasciata di recente ha esordito dicendo di essere stato contattato da diversi partiti, ma il maestro dell’economia formerà un suo partito per presentarsi alle prossime elezioni. La notizia fantastica è che Mr. Corona non ha uno schieramento politico…poiché ha saggiamente dichiarato di non essere né di sinistra né di destra: perfetto!! È assolutamente perfetto per il tuo gioioso paese dove le opinioni sono itineranti!
Cara Pink, non puoi lasciarti scappare un’occasione simile! Scrivimi se volessi avere dettagli…
Ti confesso solo che una domanda non mi fa dormire di notte:
Come si potrà chiamare un partito tanto rivoluzionario?!?
Kiss
July





