Domenica, 24 Giugno 2007
Potete contare su di noi…l’incubo di perdere casa
"Non abbiamo tempo di occuparci di voi, siete dei pesci troppo piccoli" ecco le ultime parole che continuano a tuonare nella sua mente, un uomo, un padre di famiglia e la dignità calpestata. Quelle parole non lasciano spazio a speranze, solo la schiena di quell’istituto che fino a ieri era il partner per la vita.
Credit Suisse, anno X, giorni difficili per chi ha riposto casa e famiglia nelle mani di un consulente fidato. Una banca, un braccio destro sui cui riporre completa fiducia, a cui dare ascolto, a cui dare vita….e anima. La casa cresce fiorente e forte fra le erbacce e le male lingue di un vecchio paese di valle, lui era buono…ed era così facile portargli via giorno dopo giorno quello che stava costruendo. Ma lui, con la banca al suo fianco non aveva tirmore, neanche dei mal affari che giravano fra le imprese di costruzioni…quei preventivi mai rispettati…non aveva paura, neanche quando perse il lavoro, perchè lui non era solo, la banca era al suo fianco.
In Svizzera le banche sono l’unica cosa solida che esiste nell’economia, sono quelle degli utili miliardari, quelle che hanno regalato il Palace alla città di Lugano, perchè allora non aiutare una famiglia in temporanea difficoltà finanziaria?
E poi capita un giorno di sentire quelle parole "pesci troppo piccoli"…ad un tratto abbandonato a se stesso, con lo stomaco strozzato dalla fame, al buio…e quella sensazione di fallimento e inadeguatezza che non l’avrebbe più abbandonato per molti anni. La sua famiglia al freddo: insopportabile, quasi disarmante. E arrivò il giorno…il giorno in cui la Banca decise di riprendersi tutto, la casa, la vita, il pianoforte,….ed allora in mezzo alla strada.
Succede anche in Svizzera…nessuna bella favola….solo storie che lacerano il silenzio…e noi svizzeri siamo maestri del silenzio…







