Articoli per la categoria ‘Lavoro e sindacati’

Martedì, 27 Aprile 2010

 PRIMO MAGGIO 2010 - FESTA DEI LAVORATORI

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SCARICA IL VOLANTINO -La festa del 1° maggio 2010 cade in un contesto particolare contrassegnato da una grave crisi economica e dalla volontà del movimento sindacale di costruire un percorso di opposizione nei confronti dei progetti di smantellamento dello stato sociale. La vittoria conseguita in votazione popolare lo scorso 7 marzo contro il furto delle rendite del secondo pilastro ha evidenziato che ci si può battere con successo e che popolazione e salariati sono stufi di… (more…)

Martedì, 2 Febbraio 2010

 Non siamo birilli da buttar giù!

0505.jpgdi Giuseppe Bill Arigoni, deputato Ps in Gran Consiglio

Era legittimo credere che la lotta messa in atto dai dipendenti/lavoratori/salariati delle Officine di Bellinzona avesse mandato un messaggioesempio positivo a tutti i salariati.

L’aver lottato per il proprio posto di lavoro e per la propria dignità di uomini, sentendosi forse per la prima volta protagonisti della propria vita lavorativa, avrebbe dovuto lasciare un segno importante. Purtroppo non sembra sia successo. Da quel momento di lotta ad oggi è scoppiata in pieno la crisi economica che ha messo in ginocchio diverse attività e ha fatto pagare ai dipendenti le scelte sbagliate fatte da dirigenti che si preoccupavano solo dei dividendi da dare agli azionisti. Alla faccia della qualità di vita e del rispetto della dignità degli uomini. Molti lavoratori dipendenti di molte aziende, che hanno solo lavorato mettendosi totalmente a disposizione di chi comandava spesso in cambio di salari da fame e facendo straordinari senza essere pagati, sono stati mandati a casa anche se non responsabili delle scelte strategiche delle ditte o delle banche. Già chi ha inventato la catena fordista diceva : “Operai, non vi si chiede di pensare, ci sono persone pagate per questo”. Si è visto!

Chi ha sostenuto l’economia virtuale che prometteva ricchezza per tutti senza creare un posto di lavoro ha scaricato queste persone mettendole a carico dello Stato sociale finanziato anche con i soldi di chi ora è licenziato. Doppia fregatura! Inoltre con la massima sfacciataggine ha chiesto anche dei finanziamenti allo Stato per risolvere i propri errori di strategia economica. 1o-maggio-bellinzona-14.jpgPurtroppo chi è stato licenziato, dopo aver sentito per anni promesse di una società migliore dove tutti avrebbero avuto le stesse possibilità e quindi ha sognato un percorso individuale di benessere, si è sentito svuotato e solo e non ha difeso il suo posto di lavoro ma ha accettato le motivazioni di chi gli ha tolto la dignità di essere protagonista per anni. Essere trattato come un oggetto da usare e buttare via quando non serve più ti consuma e ti toglie adagio adagio la voglia di vivere.

Un giovane direttore avuto come capo diversi anni fa mi raccontava di uno sciopero in America dove dei lavoratori, per ottenere pochi centesimi di aumento all’ora, hanno scioperato per tre mesi e alla fine hanno vinto. Lui aveva chiesto loro se ne fosse valsa la pena se il risultato era stato che per ricuperare i tre salari persi con l’ aumento ottenuto ci sarebbero voluti anni e la loro risposta, formulata con molto orgoglio era stata: “non importa… li abbiamo piegati e abbiamo vinto!”. Avevano lottato uniti per la propria dignità e per sentirsi uomini e non solo per i soldi.

Cosa voglio dire? Che se chi è stato licenziato, (se va bene con un piano sociale d’aiuto ma a volte anche senza questo piccolo sostegno perché i dirigenti si sono ingoiati anche le riserve finanziarie) non dice niente e se ne va come un predestinato agnello sacrificale non cambierà mai niente. Chi gestisce il vero potere, che è quello economico, ha avuto un attimo di panico pensando che la crisi avrebbe portato i dipendenti e le persone in difficoltà a protestare per difendere i propri posti di lavoro e la propria casa. Ma poi questo non è successo e tutto è quasi tornato nella normalità e chi ha subito tace.

Chi gestisce l’economia e i posti di lavoro ricomincerà, appoggiato anche dai suoi rappresentanti in Parlamento a intrallazzare come prima. È solo con una protesta e una lotta di resistenza, ovviamente non violenta, che si cambiano i rapporti di forza tentando di obbligare chi gestisce l’economia a trovare nuove strategie di distribuzione della ricchezza e di rispetto della dignità di chi lavora.

Sabato, 5 Dicembre 2009

 Manifestazione il 10 dicembre 2009, Lugano, Piazza Dante, ore 17.00

DAL SITO  DELL’UNIA:

Dopo la netta bocciatura popolare degli sgravi fiscali per le persone giuridiche, il sindacato Unia regione Ticino e Moesa chiede al Consiglio di Stato e alle forze politiche del cantone un chiaro cambiamento di rotta in materia di politica economica ed auspica che in futuro non si ripropongano più misure “anti-crisi” inutili oppure utili soltanto a chi la crisi l’ha prodotta o non la sente.

manifesto-ci-siamo-rotti.jpgIl 55,8 per cento dei cittadini ticinesi ha definitivamente affossato ogni progetto di alleggerimento fiscale generalizzato in favore delle imprese. Il voto di domenica va però anche interpretato come un messaggio alle forze politiche, da cui ora i cittadini si attendono misure concrete, puntuali ed efficaci in favore dell’occupazione e della formazione e a sostegno dell’industria in crisi. Il sindacato Unia ribadisce in particolare la richiesta all’autorità cantonale di reintrodurre nella legge la possibilità di concedere indennità straordinarie ai disoccupati di lunga durata e, in prospettiva, di intervenire presso la Confederazione per ottenere l’aumento di sei mesi della durata del diritto alle indennità per i disoccupati ticinesi. Misura prevista dalla Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (Ladi) nel caso in cui il tasso di senza lavoro all’interno di un cantone si mantiene sopra 5 per cento per sei mesi consecutivi. D’altro canto, per consentire a molte imprese di far fronte alle oggettive difficoltà, secondo Unia è assolutamente urgente ridurre il costo del denaro. È infatti risaputo che le grandi banche (nonostante siano tornate a fare importanti utili) pongono alle aziende condizioni estremamente severe per concedere nuovi crediti: riduzione dei costi, cessione di alcune attività produttive o addirittura licenziamenti di massa, il che è contrario ad ogni logica di sviluppo e innovazione del nostro tessuto industriale. Insomma, invece di proseguire con l’adozione di misure inutili (come per esempio il progetto di legge che mira ad estendere gli orari di apertura dei negozi), il Dipartimento cantonale dell’economia dovrebbe indirizzare la propria politica a partire dalle reali esigenze dei cittadini e dell’economia cantonale.

Lunedì, 4 Maggio 2009

 1°MAGGIO 2009 A LUGANO - IL CONCERTO DEGLI EMATOMA

PARTE PRIMA - La manifestazione dell'Unione Sindacale Svizzera (tranne l'Ocst) si è tenuta a Lugano. Al corteo hanno partecipato ca 2000 persone. Presenti tutte le forze della SINISTRA e dei sindacati ticinesi. Pieno successo anche per la parte dei concerti. Sul palco si sono esibiti gli Ematoma, gli Zonasun e la Banda Bassotti. In questo filmato si vedono le gesta della band più comunista del Ticino: gli EMATOMA da Osogna. Il loro motto è: Padroni porci, domani prosciutti! Hanno le idee piuttosto chiare!

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