Articoli per la categoria ‘Economia e commercio’

Mercoledì, 8 Ottobre 2008

 Crisi finanziaria; il giocattolo si è rotto.

Crisi finanziaria

Lo tsunami partito in America si sta scagliando sempre con più violenza sulle borse europee spazzando i mercati e mettendo in ginocchio le borse. Erano oltre vent’anni che non si ricordava un terremoto del genere, un lunedì nero come quello del 6 ottobre aveva segnato l’anno 1987. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una gestione del rischio dissennata e speculativa all’ennesima potenza. I consulenti finanziari hanno continuato a vendere per decenni dei prodotti finanziari senza neppure sapere esattamente cosa fossero. L’oculatezza appresa sui banchetti di scuola ha lasciato il posto alla voracità più scellerata. Leggi i resto >>

Mercoledì, 7 Maggio 2008

 UBS taglia 5.500 dipendenti entro metà 2009

L’Ubs ha archiviato il primo trimestre 2008 con una perdita netta di 11,535 miliardi di franchi, in linea con le stime preannunciate 109391301_resize_crop320par220.jpgnello scorso aprile. 5.500 saranno i collaboratori che perderanno il posto entro metà 2009, 1’500 dei quali in Svizzera. Tutte le regioni svizzere saranno toccate, Ticino incluso. In un comunicato la banca afferma che il calo dei mercati ipotecari statunitensi e dei relativi strumenti è proseguito nei primi tre mesi dell’anno, diffondendosi anche ad altre posizioni di credito strutturato. Tale andamento ha causato perdite per circa 19 miliardi di dollari. Il trimestre è inoltre stato caratterizzato da minore attività sui mercati dei capitali, da una netta flessione delle operazioni di fusione e acquisizione nonché dalla contrazione dei prezzi dei titoli.

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Lunedì, 7 Aprile 2008

 Lo sciopero è finito!

A termine di un’assemblea durata quasi 45 minuti è stata decisa questa mattina la sospensione dello sciopero. Gianni Frizzo, presidente del p_20080407_113553_assemblea.jpgcomitato allo sciopero ha sottolineato di aprire quest’assemblea “con un morale diverso”. “Un mese di sciopero non è stato vano ma ci ha permesso di arrivare al traguardo. Abbiamo vinto una battaglia, ma non è la guerra. Dobbiamo restare vigili affinché venga aperto il sigillo positivo per le Officine e affinché tutto il personale abbia un futuro”. Ad inizio assemblea è stato ribadita l’importanza di questa votazione: “Siamo di fronte a una votazione molto importante” ha sottolineato Frizzo. Dopo una quarantina di minuti durante i quali sono stati riportati i successi della discussione di sabato scorso a Berna con i dirigenti delle FFS, i quali hanno dato avvio a una tavola rotonda e hanno ritirato il piano di ristrutturazione delle Officine, il Comitato ha deciso di proclamare il ritiro dello sciopero.

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Sabato, 5 Aprile 2008

 Le ragioni di una rivolta

E’ ormai chiaro che lo sciopero alle officine FFS di Bellinzona ha da tempo travalicato i limiti del conflitto sindacale per assumere sempre di più le caratteristiche di una rivolta popolare di un’intera regione. Come spiegare difatticavalli-2.jpg altrimenti che finora si siano raccolti quasi 1.5 milioni di franchi (estrapolando a tutta la Svizzera, sarebbero ca. 30 milioni!) o che in poche ore, come è stato il caso domenica scorsa, si riesca a portare in piazza più di 12′000 persone? I media della Svizzera romanda hanno ora capito la portata della protesta, mentre ciò è solo parzialmente vero per quelli della Svizzera tedesca. Il Consiglio Federale invece pare non voler vedere cosa sta capitando: solo così si spiega che, nonostante le pressanti richieste degli ultimi dieci giorni, non abbia ancora trovato il tempo di ricevere una delegazione del CdS ticinese.

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