Giovedì, 4 Dicembre 2008
I believe I can fly…and Lugano?
Lugano e il mito dell’aereoporto. Lugano ha bisogno di volare? Lugano può ancora pemettersi questo lusso?
Da poche settimane è sul banco della commissione della gestione un messaggio del municipio che chiede un credito di 17 milioni di Frs alla città per procedere ad alcuni investimenti nello scalo aeroportuale. I dettagli sono visbili sul sito www.lugano.ch/cc, il messaggio è il numero 7719.
Ora, poche parole, alcuni fatti. Lugano Airport Sa è la società che gestisce il traffico aereo dal 2005. Di proprietà della città di Lugano e in piccola parte del Cantonte Ticino la sua costituzione era stata voluta fortemente dal Consiglio Comunale per lanciare e rilanciare lo scalo luganese. Alcuni dubbi erano già sorti a suo tempo sulla capacità della Lugano Airport Sa di coprire con le proprie entrate non solo i costi di gestione ma anche quelli provenienti dagli investimenti nell’infrastruttura. Per andare in contro allo scalo il Consiglio comunale aveva deciso di restare proprietaria delle infrastrutture e di stipulare un contratto d’affitto “speciale” con la nuova società. Una delle clausole presenti in tale contratto prevedeva che la città di Lugano poteva commisurare l’affitto in base agli investimenti effettuati nelle infrastrutture. E questo che significa di preciso? Se per ipotesi la città fosse chiamata ad investire x milioni nelle infrastrutture (manutenzione pista, luci, torre di controllo, hangar, etc) essa poteva adeguare il canone di “locazione”.
La cosa regge, ha un qual senso. Lasciamo alla città gli oneri più “pesanti” ma almeno permettiamoli di recuperare qualcosa con gli interessi (affitto).
Leggendo il messaggio 7719 ci si rende presto conto, però, che non solo la SA chiede 17 milioni e passa alla città per lavori di manutenzione e di potenziamento dello scalo, ma gli pretende pure gratis!….cioè la città non potrebbe adeguare il canone di locazione.
Quale è il punto?…la città di Lugano può ancora permettersi di spendere e spandere in un periodo di possibile recessione economica? Non dovrebbero esserci delle priorità? O ancora, è arrivato forse il momento di mettere in discussione l’importanza economica e di prestigio dello scalo luganese? Ma se la Lugano Airport Sa non sta in piedi da sola ha ancora senso la sua esistenza? I luganesi sono disposti a finanziare il proprio scalo come se fosse un istituzione sociale?
Le prospettive non sono rosee, e non ci vuole un esperto per capire che i tempi d’oro della ex-Crossair sono passati, le rotte coperte da Lugano sono poche, pochissime e i conti sono in rosso da troppo tempo. Con l’Alptransit in arrivo, il collegamento ferroviario con Malpensa in via di definizione oltre ad un cambiamento di abitudini in atto ci si chiede se questi soldi non potrebbero essere investiti in altre infrastrutture lasciando allo scalo il suo antico ruolo, nato con lo scopo di soddisfare esigenze e passioni di pochi privati.
….una posizione scomoda?….forse….ma che senso ha continuare a nascondere la testa sotto la sabbia…..?


Sottoceneri - allarme polveri sottili, ecco le soluzioni del governo: introdotto nuovamente il limite di 80km/h tra Taverne e Chiasso. Ora, non voglio neanche entrare in merito sull’efficacia o meno dell’intervento, che molto si avvicina ad una soluzione tampone, ma sulle facili parole che escono da certi guru di casa nostra. Mi spiego…sta mattina arrivando in ufficio ho avuto occasione di discutere con alcuni colleghi su rimedi e strategie atte ad affrontare i problemi di inquinamento nei momenti più o meno “acuti”: nei discorsi si è spaziato dai mezzi di trasporto gratis al divieto di spostarsi con le auto, al blocco del dogane con un paio di trattori, ad una complicata struttura di filtri e tubature che riportano in lombardia l’inquinamento da loro causato…soluzioni che fanno in parte sorridere, ma fra amici si possono fare. E poi mi capita di leggere un intervista del 



