A Bill
Sono da 25 anni la compagna, la moglie, l’amica, la confidente, la complice, l’amante e poi anche collega di lavoro di Bill.
Sono così tanti i vuoti che l’assenza di Bill crea che non sono ancora riuscita a calcolarli.
Il mio uso dell’indicativo presente non è né un errore né casuale.
Oggi voglio essere presuntuosa e asserire di essere la persona che più conosce profondamente Bill.
Come nel nostro indirizzo e-mail “billelena chiocciola bluewin”, lui è parte di me e io sono parte di lui.
Vivere in simbiosi per 25 anni, giorno e notte, porta ad essere in una sintonia tale per cui i suoi pensieri sono i miei, all’unisono.
Per questo vi posso garantire che grazie a voi oggi Bill è qui con noi anima e corpo. Io lo so.
Gli uomini e le donne che lavorano per la stampa parlata e scritta - che a nome di tutti gli amici e anche di Bill stesso ringrazio - hanno generosamente ricordato in questi giorni quanto Bill abbia fatto nel corso della sua vita, per il suo paese e per tante persone, nel suo essere attivo nella società e nella politica.
Vi posso assicurare che anche dietro le quinte, nel suo privato, Bill era così.
Caparbio, testardo, combattivo, generoso, dolce. Sempre presente in caso di bisogno.
Bill si è dato totalmente durante la sua vita. Si è dato a me, ai figli (di cui era così tanto orgoglioso. Quante le volte che mi ha detto: “Elena come siamo stati fortunati ad avere due figli così”), si è dato a tutti quelli che chiedevano aiuto (e spesso anche senza bisogno di chiederlo), nel limite delle sue possibilità ha sempre almeno tentato di dare e di certo l’indifferenza o il far finta di non vedere non erano di casa sua.
Non ha mai fatto nulla per un suo tornaconto personale se non per quel poco di ambizione nell’apparire.
Riuscire a far pubblicare una sua opinione od un suo commento per diffondere il seme di una sua idea era importante. Per cui se dopo due o tre giorni che aveva spedito qualcosa alla stampa e questa non pubblicava, lui aveva la tolla di pressare i giornalisti (non ho dubbi del fatto che qualche volta abbiano pensato di lui come ad un gran rompiscatole - e non solo i giornalisti per la verità -).
Ma tutto questo voi lo sapete. Perché se oggi siete tutti qui a rendergli omaggio è perché avete avuto la fortuna, come me, di averlo visto darsi anima e corpo. E quindi anche voi avete ricevuto un po’ del suo spirito.
E quel po’ di suo spirito oggi si fa sentire qui dentro proprio sotto lo sterno, lì dove il nostro cuore sta bussando. Lo sentite? Quel dolore che, sia piccolo, medio o devastante, oggi ci accomuna, quel dolore che sta bussando dentro al nostro petto è un po’ di spirito di Bill.
E stando così tutti assieme in questa, non chiamiamola cerimonia funebre, chiamiamola MANIFESTAZIONE di solidarietà, per noi che stiamo soffrendo per lui, stando così tutti assieme, è come se stessimo formando un grandissimo mosaico di “spirito di Bill”.
Bill è stato spesso una voce fuori dal coro. A differenza dei comuni mortali che quando giunge la loro ora rendono l’anima al cielo ed il corpo alla terra. Bill ha lasciato qui sulla terra il suo spirito ed ha mandato in cielo il suo corpo. Il suo cuore, i suoi polmoni, il suo fegato e i suoi due reni sono volati verso Zurigo, Losanna e Ginevra e così ben 5 persone hanno in loro un po’ del nostro Bill.
Generoso fino all’ultimo ha regalato un altro pezzo di sè. Un dispensatore di doni come Babbo Natale.
Non per niente molto spesso i bambini piccoli, la cui sincerità e spontaneità a volte fa male, incontrandolo nelle settimane attorno al Natale, con la cuffia in testa e con la sua barba bianca, lo additavano con gli occhi sgranati mormorando: “ma tu sei San Nicolao?”.
Per cui lui in questo momento, oggi, è con noi…. Spirito e corpo. ….
e io posso usare l’indicativo presente.
Adesso vi chiedo di voler immaginare con me per un minuto una verde e grande prateria, con una collina, e in cima alla collina, come un vecchio saggio nativo d’america, Bill, con i suoi blue jeans, seduto a gambe incrociate. Ha tra le mani un calumet della pace e sul viso uno sguardo tranquillo, rassicurante, tra la sua barba traspare un sorriso sornione. Lo visualizzate ? Ecco, ci sta dicendo:
In fondo oggi è un buon giorno per morire.